Guida (facile) al trading in opzioni

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    Il trading in opzioni può essere un ottimo modo per diversificare e proteggere il proprio portafoglio. Le opzioni, infatti, sono strumenti estremamente flessibili che possono essere usate sia in strategie speculative sia in ottica di risk management per coprire le proprie posizioni.

    In questa guida vedremo insieme cos’è e su quali mercati funziona meglio “l’option trading”. In più ti mostreremo il backtest di una strategia che ha performato molto bene in periodi di alta volatilità grazie ad un meccanismo di protezione dai “cigni neri”.

    Che cos'è il trading in opzioni?

    Per capire cosa sia il trading in opzioni, è necessario chiarire prima che cosa siano le opzioni. Le “opzioni” sono contratti che consentono di fare trading sul prezzo futuro di uno strumento finanziario, dando il diritto, ma non l’obbligo, di acquistare o vendere l’asset sottostante entro una precisa scadenza a un prezzo prestabilito.

    Si tratta, dunque, di prodotti derivati, che però, diversamente da altri, come ad esempio i CDF, hanno una scadenza.

    Con le dovute differenze, possiamo immaginare la scadenza di un’opzione come ciò che avviene nei leasing con riscatto di una macchina: quando si stipula il contratto, non si acquista il mezzo, ma, semplicemente, si definisce il prezzo che potrà essere pagato alla scadenza per riscattare o meno il veicolo.

    Analogamente, un trader può decidere se esercitare o meno l’opzione di acquisto/vendita sull’asset scelto.

    Come funziona il trading in opzioni

    Nel trading in opzioni, il titolare dell’opzione (detto “holder” o “buyer”) stipula un contratto con il venditore (“writer” o “scrivente”) che gli dà il diritto di acquistare (“Call option”) o vendere (“Put option”) un determinato sottostante (“underlying”) ad un certo prezzo (lo “strike price”) entro una certa scadenza (detta “maturity”).

    È importante precisare che acquistare un’opzione non significa comprare l’asset. Se, ad esempio, si acquista un’opzione sulle azioni della Microsoft, non si avrà nessun titolo nel proprio portafoglio ma, semplicemente, si opzionerà il diritto di acquisto/vendita al prezzo strike alla scadenza.

    Il prezzo strike rappresenta per il trader la soglia sopra o sotto cui può maturare un profitto: se alla scadenza dovesse essere più conveniente rispetto a quello di mercato, allora l’holder potrà esercitare la sua opzione Call o Put, ottenendo così un profitto.

    Laddove, invece, il prezzo strike dovesse essere meno conveniente, l’holder avrà la possibilità di lasciar scadere il contratto. In entrambi i casi, dovrà pagare un “premio” (o “premium”) al writer.

    In termini tecnici, la somma che l’holder guadagnerebbe se esercitasse il suo contratto è detta “payoff” mentre la differenza tra il prezzo strike (K) dell’opzione e il prezzo di mercato (P) del sottostante è chiamato “moneyness”.

    In base al rapporto tra K e P, è possibile avere tre situazioni diverse:

    • In the money” (ITM): K è più conveniente di P, per cui il buyer può ottenere un profitto esercitando la sua opzione call/put.

    • Out of the money” (OTM): K è meno conveniente di P, per cui al buyer conviene lasciar scadere l’opzione.

    • At the money” (ATM): K e P sono quasi gli stessi per cui la scelta dipende dalla strategia del singolo buyer.

    trading in opzioni payoff a scadenza

    Ovviamente, la “convenienza” del prezzo strike rispetto a quello di mercato dipende dal tipo di contratto: nel caso, infatti, di un’opzione Call otterrai un profitto se P è maggiore di K (dunque comprerai ad un prezzo più basso), mentre nel caso di una Put guadagnerai se P è minore di K (per cui venderai ad un prezzo maggiore di quello di mercato).

    Vediamo meglio il funzionamento delle due opzioni.

    Opzioni Call

    Un’opzione call dà il diritto di acquistare un sottostante al prezzo strike entro o a scadenza della maturity. Questo tipo di opzione viene stipulata quando ci si aspetta un movimento rialzista: più aumenterà, infatti, il prezzo di mercato e maggiore sarà il profitto per il trader.

    Immaginiamo, ad esempio, di acquistare un’opzione call sulle azioni della Microsoft a 100 dollari l’una con scadenza ad un mese. Se alla scadenza (o, in alcuni contratti anche entro la scadenza) il P delle azioni Microsoft supererà il prezzo strike otterremo un profitto; viceversa potremo lasciar scadere l’opzione.

    Opzioni Put

    Un’opzione put è un contratto che dà diritto di vendere un sottostante ad un prezzo strike K entro o a scadenza della maturity. Questo tipo di opzione viene stipulata quando ci si aspetta un andamento ribassista del mercato.

    Riprendendo l’esempio di prima, potremmo vendere le nostre azioni Microsoft al prezzo K di 100 dollari laddove P fosse al di sotto di tale soglia; viceversa, faremo scadere l’opzione.

    Tipi di opzioni

    Esistono diversi tipi di opzioni, ad esempio americane, asiatiche, europee, a barriera, binarie etc. Quest’ultime, in base ad un regolamento dell’ESMA del 2018, sono state vietate ai trader non professionisti.

    Le opzioni binarie, infatti, sono strumenti molto rischiosi che, come puoi scoprire qui, sono più simili al gioco d’azzardo e, in più, sono matematicamente svantaggiose.

    Da un punto di vista temporale, invece, è possibile scegliere tra opzioni giornaliere, settimanali, mensili o trimestrali.

    Trading in opzioni: su quali mercati si usa

    È possibile fare “option trading” su tantissimi mercati, tra cui: titoli obbligazionari (“bond option”), azioni (“stock option”), Futures, Indici di mercato, Forex, materie prime e, perfino, opzioni stesse o altri derivati.

    Generalmente chi opta per il trading in opzioni cerca di sfruttare la volatilità dei mercati, non a caso si dice spesso: scambiare opzioni significa scambiare la loro volatilità”.

    Ciò vale, in particolare, per la vendita delle opzioni naked che risulta estremamente profittevole quando la volatilità è alta.

    Strategie di opzioni: “income” e “hedging”

    La maggior parte dei trader usa le opzioni con finalità speculative. Oltre, però, a strategie di tipo “income”, le opzioni possono essere usate anche per diversificare e proteggere il proprio portafoglio.

    Le opzioni, infatti, consentono di coprire la posizione come una sorta di paracadute: laddove le previsioni dovessero essere sbagliate, è sempre possibile lasciar scadere il contratto pagando solo il premio.

    Si tratta, dunque, di strumenti estremamente utili anche in ottica di hedging.

    Nel video seguente, Francesco Placci, il nostro responsabile R&D, ti mostra il backtest della strategia Iron Shark.

    Si tratta di una strategia in opzioni delta-neutrale provvista di un meccanismo di protezione contro i "cigni neri".

    Come vedrai, nel 2021 (anno particolarmente turbolento per i mercati) questa strategia ha realizzato un rendimento di oltre l'80%. Non perdertela!

    Conclusioni

    Le opzioni sono strumenti estremamente interessanti che possono essere usate sia per ottenere un profitto maggiore, sia per coprire le proprie posizioni. Quando acquisti un’opzione call o put, infatti, il rischio è limitato al premio da pagare per l’apertura della posizione. Ciò ti consente di aumentare la diversificazione del tuo portafoglio senza sovraesporti.

    È importante, dunque, conoscere bene questi strumenti per sfruttarne al massimo tutte le potenzialità.